Stir è un marchio storico nel mercato italiano dei pvc compounds in quanto, intuendo il futuro sviluppo delle materie plastiche, il fondatore Michele Damato ha inaugurato lo stabilimento di Barletta (BA) già nel 1973. La qualità del prodotti, il rispetto delle esigenze e delle richieste dei clienti e l' attenzione all’ambiente, rappresentano gli obbiettivi principali che hanno consentito all’azienda di posizionarsi ai vertici del mercato da più di 30 anni. Infatti, grazie a una struttura estremamente flessibile, Stir è in grado di produrre una vasta gamma di compounds rigidi e plastificati per rispondere alle necessità di tutti i settori di applicazione delle materie plastiche ed è inserita in mercati tra loro diversissimi: da quello delle calzature a quello dei cavi, dall’agricoltura alle aziende medicali e farmaceutiche.
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La Stir, grazie all’esperienza maturata in più di 30 anni di attività nel mercato delle materie plastiche, è in grado di offrire alla propria clientela una serie di servizi ad alto valore aggiunto grazie ad una struttura organizzata e dinamica.
Come al solito Plastics Consult per PlasticsEurope Italia ha comunicato le quantità di PVC trasformato nel 1° trimestre 2011 e le previsioni (prev) per il 2° trimestre in Italia.In allegato vi mostria
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 18 settembre 2010 un articolo che descrive il ruolo che la storica azienda barlettana STIR ha all'interno del gruppo "G compounds"
Stir è una delle 10 aziende italiane ad aderire a “G Compounds”, gruppo di lavoro costituito all’interno del Centro di Informazione sul PVC per promuovere la sostenibilità del compound di PVC e per assicurare la qualità del prodotto, tale da garantire le prestazioni dei manufatti finali in PVC. Il Gruppo “G Compounds” è impegnato a sostenere un approccio in linea coi criteri dello sviluppo sostenibile e a promuovere azioni e iniziative concrete tese a garantire la qualità del compound attraverso al creazione di uno specifico marchio di qualità e sostenibilità soggetto a una serie di regole riguardanti: l’uso responsabile di addittivi; le formulazioni eco-compatibili; ottenimento delle certificazioni ISO 9000(per gli impianti) e ISO 14000 (per le aziende); la minimizzazione dei rifiuti e il supporto, quando possibile, ad azioni di rigenerazione o riciclo; l’adesione al programma Responsable Care.
Sezione sviluppo sostenibile